La mela non cade mai troppo lontano dall’albero. Così, i genitori troppo disinvolti nel farsi vedere dai figli mentre bevono alcol, fumano una sigaretta, tradizionale o elettronica, oppure mentre consumano marijuana non si possono lamentare se poi questi comportamenti vengono ‘ereditati’ anche dalla prole: lo dimostra una ricerca pubblicata di recente su Addictive Behaviors, che tuttavia sottolinea come non si tratti di un destino ineluttabile, perché con il giusto ‘stile’ educativo si può ancora provare a evitare che i figli prendano le brutte abitudini dei genitori.
L’indagine, analizzando oltre 4200 adolescenti e le loro famiglie, mostra che se i genitori hanno qualche ‘vizio’ questo aumenta la probabilità che lo abbiano anche i figli, fin da giovanissimi: bere alcol in casa fa salire del 24 per cento il rischio che lo facciano i ragazzi, se i genitori usano più di una sostanza e per esempio fumano e bevono, il pericolo che già da teenager la prole ripercorra lo stesso cammino cresce fino al 28 per cento. È vero nel male ma per fortuna anche nel bene e anzi, se mamme e papà si astengono dal bere o fumare i figli in quasi nove casi su dieci faranno lo stesso: è l’associazione più forte, come spiegano gli autori. Tuttavia, sottolineano, sebbene l’esempio conti parecchio lo stile educativo può ancora modificare le sorti dei figli.
L’indagine ha infatti evidenziato che se i genitori, pur fumando o bevendo alcol, impongono regole precise in casa e allo stesso tempo mostrano affetto e presenza ai figli, il pericolo di essere imitati nei cattivi comportamenti diminuisce. Gli autori hanno analizzato l’impatto di quattro diversi stili educativi e verificato che il modello autoritario, in cui le regole sono rigide ma non c’è dialogo, può funzionare per ridurre il rischio di consumare droghe ma non tiene alla larga dall’alcol; essere permissivi o del tutto assenti non influenza gli effetti dell’esempio dato dai genitori, mentre appunto lo stile educativo autorevole, che associa regole chiare ad attaccamento e confronto, è quello che può proteggere di più i figli dall’uso di sostanze. Zila Sanchez dell’Università di San Paolo in Brasile, che ha coordinato lo studio, fa tuttavia notare che «Anche nelle famiglie con il miglior modello educativo, il consumo di alcol da parte degli adolescenti è associato a un analogo consumo da parte dei genitori. Bisogna perciò essere molto cauti nel normalizzare l’impiego di sostanze nel contesto domestico, perché se si beve o si fuma spesso e come se fosse ovvio, il rischio che inizino i figli è comunque maggiore».
2026-03-03T06:07:01Z