PERCHé SONO UNA PARTY GIRL IN PENSIONE A 28 ANNI

Rinunciare alle ore piccole e all'hangover non è roba da persone noiose, anzi tra la Gen Z aumenta la tendenza a preferire modalità diverse di socialità rispetto ai party tradizionali. Il motivo? Il benessere come priorità. Ma il divertimento si adegua...

Dicono che siano i 33 il giro di boa. Il confine temporale dopo il quale riprendersi da una serata sia pari a una delle dodici fatiche di Ercole. Prima potevi dormire 3 ore, avere i postumi di qualche bicchiere di troppo, svegliarti e riprendere la tua normale routine. Oggi invece, per tornare un fiore ti serve almeno un weekend intero e alla fine ti dici: Ma chi me lo fa fare? Allora si inizia a centellinare le uscite, a dirsi che è meglio bere meno, ma meglio. Certo, c'è chi se ne frega e continua imperterrito a fare le ore piccole accettando con gioiosa rassegnazione l'hangover prolungato.

Ma tanti gettano la spugna: basta disco e locali, meglio una cena a casa o appuntamenti anticipati, in modo da essere sotto le coperte a un'ora decente. È la vita delle party girls in pensione, quelle che hanno già dato con la folle vita notturna e come priorità hanno le ore diurne. E sì, sono anche Gen Z.

Non è pigrizia, è consapevolezza (giuro)

Non illudiamoci. Questo momento arriva per tutti, prima o poi. Personalmente a 28 anni penso di aver già dato con festeggiamenti pazzi e sogni d'oro all'alba. E lo dico senza nostalgia. Svegliarmi con il cerchio intorno alla testa, lo stomaco sotto sopra e col rischio di sabotare tutta la giornata nella speranza di riprendermi il prima possibile, non mi manca. Il tempo in cui uscivo per un aperitivo che diventava una cena e poi ancora una notte per locali random è stato bellissimo, ma le priorità cambiano.

Potrebbe suonare come la scoperta dell'acqua calda, ma organizzare la propria vita sociale in modo che la manciata di ore di svago serale non comprometta quelle ben più lunghe del giorno successivo è la scelta virtuosa della Gen Z che sta rivoluzionando il loro approccio ai party. Consumare meno alcolici, muoversi quotidianamente, cercare di dormire almeno 7 ore a notte, dedicare del tempo a un'attività che esuli dal lavoro: sono i principali obiettivi che i ragazzi si impegnano a rispettare e il divertimento si adegua.

La Gen Z ha una nuova relazione con i party e non è solo questione di soldi

Di fatto la Gen Z sta cercando di affermare un nuovo paradigma: il benessere psicofisico prima di tutto, anche a costo di essere definita come una generazione noiosa, che non si sa più divertire. Il motivo non ha a che fare solamente con i costi sempre più insostenibili di una serata fuori. Invece, c'entra molto la consapevolezza. Non che prima non lo sapessimo, ma che i super alcolici non siano i migliori alleati della nostra salute e che la privazione del sonno affatichi il corpo, compromettendo il naturale glow della nostra pelle, ora è inciso sulla pietra.

Poi c'è la stanchezza. Dopo una settimana sovrastimolante tra litri di caffè, notifiche, email e urgenze da sbrigare, al venerdì tirare i remi in barca e ricaricarci non ci dispiace affatto. "Scusa, ma sono troppo stanca" non è una giustificazione e non di rado lo ripetiamo per declinare un invito. Del resto, abbiamo anche delle buonissime alternative da proporre. Il meglio del fine settimana, infatti, spesso arriva dopo un venerdì riposante: le colazioni fuori, le passeggiate casuali per la città, i caffè di aggiornamento con gli amici (che allora sì, possono diventare aperitivi) o delle cene tranquille in cui ci si aiuta a vicenda con la preparazione. E poi le feste, che ci sono ancora, ma con formule diverse.

Party, ma senza stress

Essere una Gen Z party girl in pensione, infatti, non significa avere delle regole rigide sulla propria socialità. Non si tratta di appendere al chiodo la propria vita mondana, privilegiando solo divano e serie tv. Menomale che qualcuno l'ha capito e ha avuto la brillante idea di farci ballare verso le 10 o le 11 della domenica mattina, facendo la colazione o il brunch sotto gli amplificatori. Lo chiamano soft clubbing e piace ai ragazzi milanesi, ma non solo.

È la dimostrazione che i giovani vogliono divertirsi, ma con le loro regole. Del resto, non siamo forse cresciuti da genitori che ci raccontavano di quanto fosse divertente andare a ballare la domenica pomeriggio? Quindi, fatevi sotto, non sballottatemi per l'aperitivo del venerdì sera, proponetemi un party soft, prima del pranzo della domenica.

2026-02-20T19:03:39Z